
In un altro tempo, vorremmo sapere che aspetto avesse la terra allora, e se le persone erano come noi adesso. In un altro tempo, le testimonianze che ci hanno lasciato ci convinceranno che siamo immutati e che ci troveremmo bene nel passato, non solo nel presente. E ne saremo compiaciuti. Ma al di là di questo, quel che non si può vedere o spiegare sarà sempre altrove, sempre presunto, invisibile anche sotto i segni – la bella superficie, la conoscenza fuori dal comune – che lo indicano. In un altro tempo, quel che non si può vedere ci delineerà, e saremo indotti a dire che il linguaggio è errore, e che con il rappresentarla si fa torto a ogni cosa. Il sé, diremo, non può mai essere visto con un travestimento, né mai esser visto senza.
(“L’inizio di una sedia” – Mark Strand)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…