Lunedì 03 marzo 2025: un fantastico lunedì alla libreria Semi d’Inchiostro di Fabriano. Presenti Ilaria, Maddalena, Jacopo, Ludovica, Nadia, Fiore, Maria e Giada. Il rituale prevede, seduti in cerchio senza scarpe (ormai dovreste saperlo), domande all’oracolo, mandarini e, a sorpresa, i biscotti di Ilaria travestita da Neroniglio (per il colore corvino dei suoi capelli). Ho con me i libri: “Sono un animale” di Alfredo Soderguit, “Il signor senzatesta” di Ghislaine Herbéra, “Casi” di Daniil Charms e “Le Fànfole” di Fosco Maraini. I bambini disegnano i loro animali, anche inventati, così che Giada (Adaig scritto al contrario), è un animale quando dorme, mangia, gioca, disegna, inventa cose e picchia suo fratello. È un gattopolarorso di nome Kazkaka, è un orso polare che rompe divani e cuscini… Quello di Maria (Airam) fa indovinelli, gioca, dorme e mangia ed è un gatto arcobaleno. L’animale di Nadia (Aidan) somiglia a un panda e dorme; quello di Fiore (Eroif) è un levriero e osserva gli altri, quello di Jacopo (Opocaj) è una lontra, quello di Ludovica (Acivodul) è un pulcino dalle ali d’oro e tutti lo definiscono “ciaobello”. Passiamo a leggere “Vecchie che cadono” e “Quaderno azzurro, N. 10” di Charms, definiamo alcune leggi tratte dall’esperienza, tipo «Quando mangi 4 biscotti dimentichi la legge», oppure «Non dire mai che non devi fare la pipì, ma quando vai in bagno la fai», oltre a quella che da il titolo a questo articolo. E l’immancabile “Lonfo” di Maraini, prima lo legge Ludovica, poi io e, seguendo il ritmo del testo, ci par di stare su una barchetta, il mare prima calmo poi burrascoso poi di nuovo calmo… «è frusco, ti sbiduglia, t’arrupigna, fa lègica busìa, t’alloppa…». Ma succede anche tanto altro; usiamo termini difficili come “concernere”, diciamo più volte cacca, scopriamo che “persona” in origine era la maschera usata nei teatri per amplificare il suono della voce degli attori, raccontiamo barzellette.
«Questa non è la scuola!», forse ad affermarlo è Jacopo (Opocaj), eppure, a ben guardare, ciò che avviene qui assomiglia tanto alla σχολή (scholè) dei greci, ovvero all’ozio, al riposo propedeutici allo studio e al ragionamento. Non male. Al prossimo lunedì.

T.R.