Era un profumo che pareva venisse di lontano, dal fiume, dalla valle, dalla fanciullezza di lei: e i ricordi che ella credeva di aver definitivamente scacciato, e che se ne erano andati via come uccelli da un luogo ove non trovano più acqua né nutrimento, le risalirono quasi rapaci dal cuore.

(“La chiesa della solitudine” – Grazia Deledda)